CORSO DI FORMAZIONE PER GIORNALISTI/E
20 NOVEMBRE 2024
Il 20 novembre 2024 si è tenuto, presso la sala Gonzaga del Comune di Roma, il corso di formazione per giornalisti e giornaliste «Raccontare la violenza contro le donne: buone e cattive pratiche della stampa romana», organizzato in panel formativi in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, in occasione del convegno «Le parole giuste: raccontare la violenza sulle donne senza stereotipi» – in cui sono stati presentati anche i primi esiti dell’Osservatorio Step-Roma – in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma Capitale.
Oltre a docenti e ricercatrici del team di ricerca, sono intervenuti il Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, le referenti dei Comitati Pari Opportunità Ordine dei giornalisti Lazio, di Stampa Romana, di USIGRAI Lazio e GiULiA giornaliste Lazio.
Come ha affermato l’Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma Capitale Monica Lucarelli in apertura:
La violenza si può sconfiggere se e solo se partiamo dalla radice culturale dove trova fondamenta e linfa la creazione della violenza stessa e degli stereotipi che vengono poi tramandati. Se non riusciamo a decostruire tali stereotipi non saremo in grado di abbattere il terreno in cui la violenza nasce e si sviluppa.
Credo che il mondo del giornalismo debba essere un nostro forte alleato in questa battaglia perché il modo in cui la violenza viene raccontata è fondamentale e vorrei lanciare un appello per creare un’alleanza trasversale volta a scegliere insieme una narrazione meno ad effetto e più orientata all’abbattimento degli stereotipi, necessaria per costruire una realtà diversa, meno stereotipata e più rispettosa.
Il problema della violenza di genere è sociale e, dunque, una responsabilità di tutti: non è responsabilità solo degli uomini. Non è responsabilità solo delle donne. È una responsabilità collettiva. Soltanto con il l’impegno di tutti quanti, ognuno nel proprio ruolo, riusciremo finalmente a fare quel passo in avanti che, purtroppo, negli ultimi 30 anni ancora non siamo riusciti a fare in maniera così dirompente come avremmo dovuto.






