INCONTRO CON LE SCUOLE
25 NOVEMBRE 2025
Come riportato dal sito del Comune, In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Roma Capitale ha ospitato “Nessuna Scusa – Le Parole Giuste”, iniziativa promossa dall’Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti Monica Lucarelli, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri.
I veri protagonisti della giornata sono stati le ragazze e i ragazzi del progetto “A Scuola di Parità”, un percorso che in un anno ha coinvolto oltre 5.000 studenti e prodotto più di 80 iniziative educative in tutta la città. Sul palco hanno portato i loro video e i loro lavori creativi: brevi racconti filmati, performance, riflessioni sul linguaggio, storie di relazioni sbilanciate, narrazioni ribaltate e nuovi modi per riconoscere i segnali di controllo e manipolazione. I progetti, premiati da Roma Capitale, non si sono limitati a descrivere la realtà, ma l’hanno ricostruita con uno sguardo nuovo: più consapevole, più coraggioso, più libero. La sala ha accolto i loro interventi come una vera e propria lezione collettiva.
Elemento centrale della mattinata è stata la presentazione dell’Osservatorio STEP Roma – Le parole giuste, realizzato con la Sapienza Università di Roma. Il rapporto, che ha analizzato oltre 1.600 articoli pubblicati dalla stampa romana a partire dal 2024, offre una fotografia chiara di come sta cambiando il racconto della violenza maschile contro le donne:
- Cala l’uso del frame del raptus. Una riduzione significativa del “raptus” – storicamente usato per descrivere la violenza come un gesto improvviso o incontrollabile – indica un passaggio importante: la stampa sta abbandonando letture emotive o giustificative e riconoscendo che la violenza è quasi sempre un comportamento intenzionale, inserito in una dinamica di prevaricazione.
- Cresce l’attenzione alle dinamiche di potere e controllo. I quotidiani raccontano sempre più spesso la violenza come un esercizio di dominio, non come un conflitto episodico. Questo significa mettere a fuoco la radice della violenza maschile contro le donne: la disparità strutturale nelle relazioni, non la perdita di controllo.
- Il 69% dei casi avviene dentro casa, spesso dentro relazioni affettive. È uno dei dati più forti: la violenza non arriva dall’esterno, ma si consuma negli spazi che dovrebbero garantire protezione. Raccontarlo significa correggere uno degli stereotipi più radicati, quello del “pericolo fuori casa”, e riportare l’attenzione sul ruolo delle relazioni e della quotidianità.
- La voce dell’offender domina ancora nel 50% degli articoli, mentre quella delle donne è meno presente. Ciò rivela una dinamica narrativa ancora molto radicata: l’uomo che agisce violenza rimane spesso il principale “interprete” del fatto. Una scelta non sempre volontaria, ma legata alle fonti giudiziarie e investigative. Tuttavia, questo sbilanciamento orienta la percezione pubblica e restituisce una narrazione incompleta: dare più voce alle donne significa cambiare la cornice stessa del racconto.
In sintesi, questi numeri mostrano che la violenza non è un fatto improvviso né estraneo, ma nasce dentro le relazioni e, per anni, è stata normalizzata anche attraverso le parole. STEP Roma fotografa questa trasformazione e la rende lo strumento per un cambiamento culturale più consapevole.
La news è consultabile sul sito del Comune di Roma Capitale, a questo link: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/25-novembre-roma-gabriele-corsi-nessuna-scusa-le-parole-giuste.page




